What’s Soul got to do with It?
In otto anni di esperienza e di ricerche su questo genere musicale, abbiamo rilevato tante opinioni sulla Soul music, ma spesso esse risultavano discordanti tra di loro.
Infatti, tra critici, appassionati e musicisti c’è chi ritiene che la Soul music sia un vero e proprio genere musicale, come il Rock, o il Jazz e perciò avente caratteristiche stilistiche proprie e addirittura parametrizzabili. C’è anche chi, invece, sostiene che il Soul non sia un vero e proprio genere, ma solo una delle tante sfaccettature della Pop Music degli anni sessanta: come se in un unico genere potessero convivere “the Dock of The Bay” di Otis Redding e “Love me Do” dei Beatles, senza commettere l’errore di generalizzare troppo.Chi ha ragione? Entrambe le tesi sono corrette!! Ebbene si, la verità è che il Soul è più che un evento “musicistico”: esso è un qualcosa che, partendo dalle radici antropologiche e culturali della popolazione afro-americana, si è elevato dalla definizione di genere musicale per divenire uno stile esecutivo, vocale e strumentale. Insomma, ironicamente, potremmo dire che non “si suona Soul”, ma “si suona ALLA Soul”!
Il fenomeno “Soul Music” nasce negli anni ’60; musicalmente, troviamo in esso tutte le componenti più personali della musica americana: il blues, per l’impostazione dei brani; il gospel, per l’interpretazione vocale e per l’attitudine “comunicativa” del genere (i concerti soul sono eventi di forte aggregazione sociale: il cantante, descrivendo storie ed opinioni invita continuamente il pubblico ad interagire); dal Jazz, eredita l’orchestrazione di piccole sezioni fiati (da due a quattro elementi, tipicamente); essa sostituisce il coro del gospel nella Soul music, o ne rinforza l’impatto sonoro su di uno molto più piccolo. Infine, dal Rock, eredita la percussività della ritmica di base (batteria, basso e chitarra).
Rubando tutte queste componenti, all’interno della Soul Music si sono riuscite a sperimentare soluzioni musicali del tutto nuove, che si sono poi compenetrate negli stessi generi dalla quale la Soul music aveva attinto!
Senza l’esperienza della Soul music, non si potrebbe parlare di Funk, Soul-Jazz, Fusion, Acid Jazz, Hip Hop e Rap…Praticamente non si potrebbe parlare di musica dei nostri giorni!
In particolare, il rapporto tra Soul music e Pop music è un altro degli argomenti su cui più accesi sono i dibattiti, e divergenti le opinioni: c’è chi sostiene che la Soul music sia morta già nella metà degli anni ’70, con l’espandersi dei movimenti musicali della Disco, del Rock e del Pop e con il convolare di molti artisti Soul verso questi generi. C’è invece chi sostiene che, essendo Soul music e Pop music le due facce di una stessa medaglia,attraverso il sound “motown” di Marvin Gaye, Stenie Wonder, the Jackson’s ed altri artisti, la Soul music si sia protratta sana e forte fino ai nostri giorni, continuando con la sua tradizionale ispirazione contaminante e contaminata. Anche in questo caso, secondo noi, la ragione risiede in parte in entrambe le opinioni: infatti, dal punto di vista più squisitamente musicale, quando si pensa ad un brano di Soul music, si tende a pensare alla produzione avvenuta nei mitici studi della Stax records; ma per quanto riguarda lo stile esecutivo, di cantanti e musicisti, alcuni attuali artisti Pop risultano un autentico “continuo cronologico” con quelli della Soul music: Alicia Keys, Joss Stone, Prince, Terence Trend D’Arby, Withney Houston, Seal, Mary J. Blige, Beyoncé … Dobbiamo andare avanti?
Concludendo, vogliamo comunicare a tutti che l’intento di questa comunity nonché dell’associazione Soulsville Island, consiste nel realizzare, nel nostro sito, un centro di dialogo tra tutti gli appassionati di Soul Music, musicisti e non; la speranza è di poter contribuire, con questo, a diffondere e promuovere le tantissime iniziative ed informazioni “sommerse” che al genere possano essere connesse, anche con l’aiuto di tutti coloro che intenderanno iscriversi ad essa.